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Sant'Angelo d'Ischia
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SANT'ANGELO D'ISCHIA - Serrara Fontana
Sant'angelo d'Ischia si trova sul versante sud-ovest dell'isola e fa parte del comune di Serrara Fontana. Sant’Angelo spicca il promontorio-isolotto con numerosi terrazzi a semicerchio. L’isolotto è un dosso sinattico d'origine
vulcanica, alto circa 105 metri e nella sua parte superiore un tempo sorgeva una chiesetta dove si venerava l’Arcangelo San Michele, da cui ha preso il nome.
Il culto di San Michele si diffuse sull’isola d’Ischia ad opera dei monaci Benedettini che, tra i vari monasteri, ne possedevano uno a Sant’Angelo già prima dell’anno mille.
Ogni anno Sant'Angelo d'Ischia onora il suo
patrono San Michele Arcangelo la cui festa
liturgica cade il 29 settembre.
Nella chiesa dedicata al Santo Patrono, un
TRIDUO di funzioni di avvicinamento spirituale alla
festa cattolica precede i due giorni dedicati ai festegiamenti civili e religiosi.
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Un piccolo cenobio sorgeva sull’altura dell’isolotto che in quell’epoca si
presentava molto più vasto dell’attuale configurazione fisica, con numerosi terrazzi disposti a semicerchio ed intensamente coltivati. Grano, orzo, legumi, oliveti, frutteti e cacciagione migratoria assicuravano il fabbisogno della piccola comunità.
Durante il periodo aragonese fu costruita sulla
cima una torre d'avvistamento che segnalava agli abitanti dei casali, situati sui poggi del
versante sud dell’isola, l’avvicinarsi delle navi pirata garantendo così la loro sicurezza. L'opera di fortificazione terminò nel 1442.
La Torre situata sulla robusta ed estrema piattaforma della roccia, data
la sua posizione strategica, fu in seguito (1741) opportunamente restaurata dai
Borboni.
La sua funzione militare continuò anche durante il decennio dell'occupazione
francese del Regno di Napoli (1806-1815). Dopo la nomina G. Murat a re di Napoli, un presidio di truppe inglesi occupò tenacemente l’isola di Capri mentre la
flotta anglo-sicula incrociava di continuo nel golfo partenopeo. Così, nel 1808, le
navi inglesi assediarono l'isola dal mare e bombardarono Sant’Angelo dalla baia
dei Maronti. I bombardamenti durarono 5 lunghe ore ed alla fine la Torre venne
incendiata e abbandonata.
Oggi dalla cima dell’isolotto, estranea al tumulto del mondo, si hanno visioni di
panorami stupendi.
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